Aziende opprimenti in smart working? Esiste il diritto alla disconnessione

smart working 2020

Aziende opprimenti in smart working? Esiste il diritto alla disconnessione

Lavoro a tempo pieno e assenza di separazione tra lavoro e vita privata a causa dello smart working.

Per fare chiarezza su questo argomento abbiamo sentito al telefono Matteo Prioschi de “Il Sole 24 Ore”:

“Gestire le tempistiche lavorative in smart working è difficile. Nella definizione dell’accordo con le aziende vanno specificati gli orari ed il cosiddetto “diritto di disconnessione”, ovvero gli orari in cui i lavoratori possono vivere la propria vita. In questa fase di emergenza tutti hanno usufruito dello smart working, se l’azienda non dà indicazioni in tal senso il lavoratore deve richiederle. Gli orari di lavoro andrebbero definiti a priori. Oggi privato, pubblico e lavorativo si mischiano anche perché siamo perennemente connessi. Per la sicurezza informatica ci sono sicuramente dei rischi, dipende tanto dalle aziende. Se fornisco ai dipendenti strumenti di accesso alla rete aziendale dall’esterno devo anche dargli indicazioni su come utilizzarli. E’ molto probabile che le aziende si rendano conto, se l’esperimento forzato ha avuto successo, che lo smart working è produttivo e non dannoso. Si portano così i dipendenti ad ottenere obiettivi piuttosto che vincolarli ad orari. Dare maggiore consapevolezza al dipendente è positivo anche per l’azienda”

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