Dal centro ricerche Enea di Portici un “supercomputer” per accelerare la ricerca di un vaccino per il Covid-19

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Dal centro ricerche Enea di Portici un “supercomputer” per accelerare la ricerca di un vaccino per il Covid-19

Il Centro Ricerche ENEA di Portici, in provincia di Napoli, ha messo a disposizione per l’università di Firenze un “supercomputer” per accelerare la ricerca sul vaccino per il COVID 19.

Max e Max, in Good Morning Kiss Kiss, intervistano il professor Gian Piero Celata, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche Enea.

Buongiorno, professore! C’è quindi questa nuova strada: la Portici-Firenze!

Portici-Firenze: la nuova autostrada del Sole, sperando che il Sole torni a splendere… Noi del Centro Enea abbiamo questa macchina che è il secondo elaboratore più potente della ricerca pubblica in Italia, dopo quello del CINECA. E’ in grado di fare circa un milione e mezzo di miliardi di operazioni matematiche al secondo! Si possono fare in poche ore cose che richiederebbero tempi lunghissimi, o che non si potrebbero fare. Abbiamo, quindi, iniziato questa collaborazione con l’università di Firenze, guidata dal Professor Procacci. Loro stanno lavorando su un processo che potrebbe bloccare alla radice il meccanismo di replicazione del COVID-19, quindi lo sviluppo del virus. In cosa consiste? Fanno delle simulazioni, pensando dei composti che possono reagire, inibendo la replicazione del virus. Quindi si fa una simulazione al computer, che conoscendo la genomica del virus, è in grado di dire se questi composti sono più o meno efficaci. Il risultato lo si ottiene in poche ore. Tra l’altro uno dei due composti che hanno dato risultati promettenti, sono anche in commercio…

Professore, non dice il nome del prodotto per evitare accaparramenti inutilli o altro?

Onestamente il prodotto non lo conosco neppure. Quindi non faccio neanche fatica a dirlo, per evitare speculazioni in merito. Ho letto stamattina addirittura che qualcuno dice che ENEA “ha affittato” il sistema di calcolo. Ed è una cosa indegna! Noi lo mettiamo a disposizione gratuitamente sempre per la ricerca, figuriamoci se in questa fase si possa anche minimamente pensare di affittare una cosa del genere. Anzi io mi prendo la responsabilità di mettere a disposizione ogni CPU del computer per questa ricerca, qualora non ci fosse spazio di calcolo sulla macchina. 

Di questi prodotti che sono in commercio, rientrano tra quelli già menzionati o è un prodotto nuovo?

Guardi, veramente non lo so. Io non so sulla parte medica del lavoro e mi è stato solo detto che uno è disponibile commercialmente, ma è già una buona notizia. Il passo successivo è che una volta che sono stati identificati alcuni composti che possono essere utilizzati, c’è da mettere a punto, sempre tramite simulazioni con queste macchine di supercalcolo, delle molecole ottimali, per un possibile farmaco antivirale per il COVID-19. La strada, purtroppo, non è brevissima. 

Ma c’è già la strada, le pare poco?

Assolutamente no, è vero… Voglio approfittare, anzi, nel dare la mail a tutti i ricercatori che potrebbero avere necessità di accedere alla nostra macchina. Inviate una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e vi ricontatteremo per avere le credenziali di accesso alla macchina.

Sono queste le notizie che ci aprono il cuore. Grazie mille, professore! E buon lavoro! 

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