GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI

21.11.2016.alberi

GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI

di Francesca Buoninconti del Centro Studi di Città della Scienza

Sono i migliori alleati per ripulire l’aria e ridurre le emissioni, prevengono il dissesto idrogeologico e migliorano il nostro umore. In Italia ce ne sono 20 miliardi, distribuiti tra le città e gli 11 milioni di ettari. Sono gli alberi, a cui è dedicata la Giornata Nazionale degli Alberi che ricorre oggi 21 novembre. Un’occasione per ricordare l’importanza di queste piante e tutelare il patrimonio arboreo nazionale.

In Italia la Giornata Nazionale degli Alberi ricorre il 21 novembre, dal 2013: da quando è stata istituita con la legge n.10 del 2013. E stavolta le iniziative a favore delle “colonne del cielo” sono centinaia, a partire dalla festa dell’Albero di Legambiente che prevede la piantumazione di 3.500 alberi in tutta la Lombardia.

Noi per celebrarli vi proponiamo 10 curiosità.

Alberi da record

Partiamo con alcuni record semplici: l’albero più alto del mondo è una sequoia gigante (Sequoia sempervirens) di nome Hyperion, scoperta nel 2006, che ha 2.500 anni e raggiunge i 115,55 metri di altezza. L’albero più vecchio del mondo, invece, non poteva che chiamarsi Matusalemme: è un pino dai coni setolosi (Pinus longaeva) che si trova nelle White Mountains della California, nella contea di Inyo, e ha ben 4.848 anni!

Infine c’è invece l’albero con il tronco più largo del mondo: è l’albero di Tule, un cipresso di Montezuma (Taxodium mucronatum) con un tronco dal diametro di 11metri. Con i suoi 1.500 anni, l’albero di Tule non poteva che diventare il simbolo della sua città natale: Santa Maria del Tule, in Messico. Tanto che nel 1994, vedendo ingiallire le sue foglie ingiallire e i rami cadere, tutti i cittadini collaborarono a dissetare il grande albero per salvarlo dalla siccità.

Gli alberi hanno amici e nemici

Proprio come noi, gli alberi intessono relazioni sociali con i loro simili, hanno amici e nemici. Se appartengono alla stessa specie evitano che i propri rami più grandi coprano l’albero compagno, per non lasciarlo in ombra, e spesso  le loro radici sono così intrecciate che quando un albero muore, muore anche l’altro. Per esempio il faggio ha un incredibile senso del sociale, ma solo nei confronti degli individui della sua specie: con gli alberi estranei mette in atto un accerchiamento incalzante allo scopo di farli arretrare, come con le querce. Le radici del faggio si insinuano in ogni pertugio non utilizzato dalla quercia, appropriandosi dell’acqua e delle sostanze nutritive che la quercia aveva messo da parte per sé, fino a farla “arrendere”.

Parlano tra di loro e usano “internet”

Gli alberi parlano tra di loro, non con la voce, ma comunicano attraverso alcune sostanze odorose: un vero e proprio linguaggio olfattivo invisibile e impercettibile a noi umani.

Ma c’è di più, hanno anche internet. Un internet vegetale, ovviamente: i funghi, che propagano i loro filamenti nel suolo per svariati chilometri. Sono proprio questi a funzionare come i cavi in fibra ottica di Internet, trasmettendo segnali da un albero su insetti, periodi di siccità e altri pericoli. Una sorta di “wood-wide-web” che attraversa i boschi.

Assoldano guardie del corpo

Possono sembrare le creature più inermi del mondo, ma in fatto di difesa sanno il fatto loro. Di certo non usano tecniche offensive e non partono loro all’attacco. Ma per proteggersi sono pronti a tutto, anche a produrre veleni mortali o assoldare delle guardie del corpo, come parassiti che tengano lontani i predatori e che pagano banalmente offrendo loro da mangiare e quanto necessitano per vivere.

Hanno memoria

Non solo tengono traccia dei cambiamenti climatici nel loro tronco, ma secondo uno studio della University of Toronto Scarborough, anche gli alberi hanno una vera memoria legata alle loro radici. Tanto che se un albero è nato e cresciuto in un determinato ambiente, reagirà in un determinato modo agli agenti esterni, in base al suo “bagaglio di esperienze”. Un esempio? Lo studio ha dimostrato che alberi gemelli, geneticamente identici come i pioppi, sottoposti alle stesse condizioni, avevano reazioni diverse a seconda del luogo di provenienza. Incredibile ma vero.

Esplodono

Ecco forse questa non è la prima proprietà che ci viene in mente pensando agli alberi, ma alcuni alberi esplodono. Quali? Un esempio è l’Hura crepitans, totalmente velenoso e ricoperto di spine, meglio noto – non a caso – come l’albero dinamite. Durante l’esplosione riesce letteralmente sparare i suoi semi a forma di zucca fino a 40 metri di distanza, a una velocità di 240 chilometri orari. Meglio quindi non trovarsi nei paraggi al momento dell’esplosione.
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