IL VOSTRO AVOCADO È RADIOATTIVO. MA NIENTE PANICO

12.10.2016.avocado

IL VOSTRO AVOCADO È RADIOATTIVO. MA NIENTE PANICO

di Francesca Buoninconti del Centro Studi di Città della Scienza

La maggior parte delle persone quando pensa a un materiale radioattivo, lo identifica subito con qualcosa di molto pericoloso per la salute, se non addirittura mortale. In realtà, molti oggetti e persino cibi che nella vita quotidiana ci circondano possono emettere radiazioni. Un esempio? La banana e l’avocado. Ma niente panico: non c’è pericolo, come spiega lo studio della North Carolina State University, sulla rivista Health Physics. L'obiettivo del lavoro, infatti, è quello di fornire alla gente un quadro di riferimento per una maggiore comprensione delle radiazioni e della sicurezza nucleare.

I ricercatori hanno usato un misuratore portatile di radiazioni gamma – tra le più pericolose per l’uomo – per misurare le emissioni dentro un’abitazione nel North Carolina. Hanno quindi misurato quella che viene chiamata “radioattività naturale”, dovuta alla presenza di elementi radioattivi nell’aria, nell’acqua e nel suolo. Non deve quindi sorprendere che, per misurare questo tipo di radiazioni, venga utilizzata l’espressione “dose equivalente a una banana”. Il frutto in questione, infatti, contiene il potassio che è un isotopo radioattivo. Il potassio 40, per esempio, è responsabile di quasi tutta la radioattività naturale presente all’interno del corpo umano.

Il team ha misurato la radiazione in microgray all’ora (Gy/hr), scoprendo così che l’avocado, per esempio, emette 0,16 Gy/hr di radiazioni gamma: una quota poco inferiore a quella di una banana, pari a 0,17 Gy/hr. I mattoni invece emanavano 0,15 Gy/hr, mentre i rilevatori di fumo emanavano 0,16 Gy/hr.

«Se siete sorpresi che la vostra frutta emetta radiazioni gamma, niente panico», ha specificato Hayes. «Il livello di regolamentazione per i lavoratori è un’esposizione di 50mila Gy/hr all’anno. Quindi i livelli di cui stiamo parlando nella vostra casa sono incredibilmente bassi». Innocui, in pratica. Ma condurre uno studio del genere è importante proprio perché «capire quanta radiazione viene emessa dagli oggetti di uso comune che abbiamo in casa può aiutarci a comprendere la reale pericolosità delle radiazioni, a metterla in prospettiva e prevenire situazioni di panico» ha concluso Robert Hayes, della North Carolina State University.
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