UPSEE, DEBBY ELNATAN E LA SUA INVENZIONE!

UPSEE

"Ciò che più di ogni altra cosa mi ha spinto a costruire Upsee è il desiderio di restituire a tutte le famiglie con bambini dalle esigenze speciali la possibilità di condividere i propri momenti più belli".

Debby Elnatan piange. Da circa due settimane. Esattamente da quando il terapista del piccolo Rotem, suo figlio minore, le ha comunicato che non potrà mai camminare. "Non avrà mai coscienza delle proprie gambe. Rotem non sentirà mai neanche di averle". Il mondo le è crollato addosso e, con esso, il futuro del suo bambino. Passeggiare. Correre. Calpestare l'erba. Non proverà mai niente di tutto questo. Quindici giorni di buio, di dolore e disperazione per quella che sembra essere una vita nata soltanto a metà.

Due settimane. Quindici giorni. 336 ore. Non una di più. Tanto è durato lo sconforto di Debby, prima di rimboccarsi le maniche e trasformare la propria spiccata manualità, dono ereditato dal padre, in speranza per il proprio bambino. Le bastano dodici metri di corde e le proprie mani per trasformare l'angoscia in speranza. Lo lega a sé, lo imbraca per bene e fa in modo che i propri movimenti viaggino in simbiosi. Come solo tra madre e figlio può accadere. Come se, Rotem, da lei, non si fosse mai staccato. "E' nato così Upsee, dalla mia voglia di non arrendermi mai – racconta Debby – dal desiderio di regalare a Rotem l'infanzia che meritava".

L'entusiasmo è tanto, quanto almeno le difficoltà da affrontare. "La prima volta che utilizzammo Upsee non riuscimmo a fare più di 3 passi. Poi il piccolo collassò e dovemmo fermarci. Ma decisi di non arrendermi. Settimana dopo settimana riuscivamo a camminare sempre di più fino a quando, circa un anno dopo, passeggiavamo per oltre due ore senza avere problemi. Andavamo al parco, a mangiare la pizza, a fare shopping assieme. Avevo restituito a Rotem la sua infanzia".

Debby è una madre vera. Di quelle che affrontano di petto i problemi, dando fondo ad ogni parte di sé pur di offrire ai propri figli anche una sola, singola opportunità. Quella stessa opportunità che ha offerto a Rotem ed a migliaia di altri bambini dei quali ha cambiato il destino. Semplicemente senza perdersi d'animo. "Ho sentito della piccola Isabell (una bambina affetta da paralisi, ndr), che grazie ad Upsee ha coronato il sogno di essere damigella al matrimonio dei genitori. E' questo che mi ha spinto più di ogni altra cosa a costruire "Upsee: il desiderio di restituire a tutte le famiglie con bambini dalle esigenze speciali la possibilità di condividere i propri momenti più belli".

Proprio come una vera famiglia.

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